Pick and Pop: Basket-università 🏀🔭

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Nella pallacanestro un “pick and roll” è uno schema offensivo nel quale un giocatore (detto bloccante) blocca il difensore di chi ha la palla per creargli un vantaggio, a questo punto chi blocca corre verso il canestro (blocca e taglia). La variante detta Pick and Pop risulta nel momento in cui chi blocca non si lancia verso il canestro ma si allarga verso la linea dei tre punti (blocca e si allarga).

Avevo due scelte, o facevo il giocatore di palla al cesto che avrebbe pensato solo a quello, sperando in un futuro inesistente da giocatore milionario oppure, avrei dovuto aprirmi al mondo, conoscere, capire di che materia è composto ciò che mi circonda.

Imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, che sia al bar, al palazzetto, per strada o davanti al computer, non mi importa, ma sempre avendo fiducia, senza fermarsi, mai.

Il parallelismo basket-vita nel pick and pop nasce il giorno dopo un esame universitario andato a buon fine. Ho pensato, di rappresentarlo con una metafora, adatta forse solo ai baskettofili.

C’è un primo giocatore che chiameremo “Basket” con la palla in mano, lui ha sempre la palla in mano, controlla il gioco, la quotidianità, è potenzialmente il più bravo a palleggiare e gestire.

Poi c’è un secondo giocatore al quale darò il nome di“Università” (avrei potuto chiamarlo in molti altri modi inerenti al mondo extra pallacanestro), che arriva e risulta decisivo ai fini del risultato: fare canestro nella vita.

Il secondo giocatore infatti dopo aver aiutato il compagno di allarga, apre la propria mente, sgretola i preconcetti che vogliono l’attenzione totalmente rivolta ad una soluzione sola per poter rendere.

Lo schema quotidiano viene modificato, si aprono orizzonti, si creano triangolazioni fondamentali, superando problemi, creandone altri, per poi superarli nuovamente.

Le difficoltà del basket e della vita risiedono in un continuo generarsi di avvenimenti inaspettati ai quali bisogna adattarsi e superare, se non si è pronti a giocare un pick and pop per divincolarsi dalla morsa monotona della quotidianità si rischia di cadere nel banale, con conseguenze catastrofiche per il futuro della partita.

Questo per dire che non posso pensare al basket il 100% del mio tempo, c’è un mondo da conoscere e vivere, grazie a lui posso rendere meglio nel mio attuale lavoro di giocatore “professionista” e correre con entusiasmo nella strada parallela che mi porterà ad essere pronto nel post palla al cesto.

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#LittlesNation ©

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